Tutto il meglio della Via

Un cammino non è solo una partenza per raggiungere una meta. Ma è un percorso che attraversa migliaia di piccoli grandi mondi che al suo interno si alternano creando l'insieme di un'esperienza indimenticabile. Per questo la Via della Lana e della Seta saprà regalarvi un viaggio nel viaggio: una (ri)scoperta di antiche tradizioni, paesaggi, storie e molto altro.

Che tu decida di percorrere il cammino da Bologna a Prato o da Prato a Bologna, la Via avrà dunque tanto da mostrarti. Dalla sua natura selvaggia, alla storia più recente legata al secondo conflitto mondiale, dal mondo dell'arte sacra sino ad imponenti evidenze legate all'archeologia industriale... e molto molto altro!

Ecco i nostri consigli per alcune eccellenze da non perdere:

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Bologna & i dintorni

Piazza Maggiore - Bologna

Benvenuti nel cuore di Bologna! Piazza Maggiore risale al 1200, momento in cui il Comune acquisì case e terreni per costruire una piazza che fosse all'altezza dell'importanza dell'istituzione comunale e che potesse riunire le varie attività cittadine (scambi, commerci e servizi di vario genere). Dal Cinquecento prese il nome attuale, per poi essere denominata "Vittorio Emanuele II" dalla cacciata degli austriaci al 1944.

Dal partire dal 1945 la piazza e il circondario ritornarono al nome originale: Piazza Maggiore!

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Da Sasso Marconi a Grizzana

Ponte di Vizzano - Sasso Marconi

Gli abitanti del posto amano dire che questo è il loro "ponte di Brooklyn" e a noi piace questa definizione!

L'origine di questo passaggio potrebbe risalire ai Romani: si suppone che da qui passasse la strada che collegava Roma e Firenze a Bologna. Per guerre e vicissitudini il ponte fu distrutto più volte sino a quando venne ricostruito a partire dal ’49 per permettere agli abitanti dei dintorni di potersi muovere ed ai bambini di andare a scuola facilmente!

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Grizzana Morandi & dintorni

Casa Morandi

Casa Morandi è stata costruita alla fine degli anni ’50 ed è diventata Museo quando Maria Teresa Morandi, la sorella più giovane, la donò al Comune di Grizzana a condizione che venisse mantenuta nello stesso stato in cui si trovava e che fosse resa disponibile ai visitatori. Oggi è un piccolo museo dove tutto è rimasto come è stato lasciato, compresi  gli oggetti e i ricordi di famiglia, le immagini devozionali alle pareti, gli abiti negli armadi, i mazzi di cartoline tra cui una inviata da Sandro Pertini nel 1960, i pennelli, i tubetti di colore, le caraffe e i barattoli.

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Castiglione dei Pepoli & dintorni

Le terre di confine

Originariamente parte della signoria feudale dei Conti Alberti di Prato e Mangone, per tutta una serie di vicissitudini venne ceduto a una famiglia bolognese: quella dei Pepoli. Con essi Castiglione acquisì il nome attuale e anche il suo aspetto mutò, con fortificazioni e impianti finalizzati al controllo territoriale.

Nel corso dell’Ottocento, Castiglione dei Pepoli si sviluppò e prosperò. Questo anche grazie alle nuove le strade carrozzabili, e al grande flusso di scambi tra Bologna e Prato.

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Toscana e Val di Bisenzio

La Rocca di Cerbaia e il  Medioevo

Plausibilmente edificata agli inizi del XII secolo a guardia della "strada di Lombardia" e dimora dei Conti Alberti, La Rocca è uno dei simboli della Val di Bisenzio.

Nel 1361 Niccolò Aghinolfo degli Alberti fu l'ultimo conte di Cerbaia e in quell'anno il maniero fu venduto al comune di Firenze, che prima la fortificò e subito dopo vi insediò un presidio militare, smobilitato nel corso del Quattrocento.

Si dice che Dante Alighieri, mente era in viaggio verso Bologna. giunse alla rocca chiedendo ospitalità per una notte ai conti Alberti. Essi però rifiutarono e la leggenda racconta che Dante fu ospitato da un pastore in una casa oggi diroccata, posta ai piedi della rocca.

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Prato & dintorni

il Cavalciotto

Il Cavalciotto rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del territorio pratese.

Il suo consolidamento nei secoli fece si che, oltre che per scopi di drenaggio, irrigazione e difesa, venisse usato come fonte di energia idraulica capace di far funzionare dagli iniziali 58 mulini a tantissime altre attività produttive, come quelle metallurgiche, cartarie, e soprattutto tessili.

Con la Chiusa di Casalecchio chiude il cerchio del percorso delle acque e dell'archeologia industriale, affascinante fil rouge della Via!

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