
il percorso a piedi

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da Bologna a Sasso Marconi
Prima Tappa
km: 20
Dislivello +/-: +230 m/ - 200 m
Tempo: 6 h
Si parte dal centro storico di Bologna, da Piazza Maggiore. Da lì si va in direzione Due Torri e si prende Via Oberdan (sx) e la si percorre sino all’affaccio sul canale Reno. Si raggiunge Via Augusto Righi con tappa in via Piella dove potremo vedere la famosissima finestrella sul canale delle Moline e da lì via Indipendenza - via dei Falegnami e via Riva di Reno. Dopo Via San Felice si arriva in via della Grada (vedrete il torrione con grata in ferro per il filtraggio delle acque) e, superata “la Filanda” e la centrale elettrica si prosegue verso via Martinez, viale ciclopedonale, verso Casalecchio.
Curiosità:
Nel 1851 alcuni nobili e benestanti bolognesi, tra cui Marco Minghetti e il Conte Zucchini, furono i promotori della costruzione di un moderno opificio per la lavorazione della canapa. Il canapificio, per le sue dimensioni e macchinari, fu uno dei primi in Italia. Lo sviluppo dell’attività così come l'evoluzione nell'approvvigionamento energetico proseguì negli anni fino a quando la produzione subì una battuta d’arresto durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la Seconda, successivamente all'armistizio, l'edificio fu danneggiato da una sollevazione popolare e dai bombardamenti. Arriviamo ai giorni odierni e qui troviamo un'area museale e il canapificio che è stato in parte recuperato come sede della Casa della Pace La Filanda.
Si risale il canale lungo la sponda destra. Si attraversa la strada Porrettana verso l’ingresso del consorzio della Chiusa e si prosegue verso via Giordani – Oasi fluviale del Prato Piccolo. Salite sui ruderi dell'antica Chiusa del XIV secolo per ammirare l’opera strabiliante di Jacopo Barozzi, il Vignola, che tutt’ora protegge Bologna dalle inondazioni del Reno.
Curiosità:
La Chiusa di Casalecchio è la più antica opera di ingegneria idraulica tutt'ora funzionante in Europa. Nel 2010 la Chiusa ha ottenuto il riconoscimento UNESCO di “Patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani”. Ecco alcuni dati sulla monumentale opera idraulica: lo scivolo è lungo m 160 e largo m 35, e il dislivello di m 8,25!
Il percorso originale che porta all'attraversamento del ponte in ferro sul Reno è al momento chiuso dopo il ponte. Se il sentiero è asciutto vi invitiamo a percorrere il tracciato della Via degli Dei fino al ponte di Vizzano, che potete attraversare per rientrare sul cammino.
In caso di piogge (anche avvenute nei giorni precedenti) lo stesso tratto presenta fango e per evitarlo vi invitiamo a prendere l'autobus alla fermata "Casalecchio Chiusa" (corse numero 92, 706, 826, 856).
Prendete l'autobus e scendete alla fermata "Borgonuovo". Da qui si torna indietro su Via Porrettana per circa 300 metri, fino alla rotonda che vi porterà al camminamento sul ponte (SS64 Var, ponte sull'autostrada) che vi porterà fino ai Laghetti del Maglio. Da qui ci si ricongiunge sul percorso della Via della Lana e della Seta.
Un viale alberato vi porterà verso l’ingresso nord di Palazzo de’ Rossi, complesso rinascimentale formato dal borgo, mulino, segheria e cartiera alimentati dalla forza motrice del Reno. A settembre tra queste mura si svolge l’antica e rinomata Fira di Sdaz, appuntamento tradizionale di mercato, gastronomia ed artigianato.
Da Palazzo de' Rossi si può raggiungere Colle Ameno, un luogo denso di storia che la Via permette di scoprire attraverso un percorso che con un anello vi porterà al borgo per poi tornare sul sentiero (percorso segnato anche sull'App Walk Plus).
Curiosità:
Colle Ameno è un settecentesco borgo castello patria di maioliche, un complesso di edifici costruiti partendo dal nucleo centrale di Villa Davia, circondata da edifici tra cui botteghe e case artigiane. Nel '44 venne occupato dai tedeschi e fu campo di raccolta di prigionieri civili e partigiani. Oggi, restauro e riqualificazione permettono di fruire di spazi dedicati all’arte e all’artigianato, mostre e esposizioni artistiche
Usciti dal suo ingresso principale, costeggiandone la cinta e proseguendo a sinistra, si imbocca il ponte di Vizzano (inaugurato nel 1930 come guado per gli scolari). Raggiunto l’incrocio con via Ancognano si ritrova il sentiero CAI 112 – Via degli Dei con la quale si condivide il cammino sino a Sasso Marconi. All’incrocio con la provinciale 37 si prosegue verso Sasso Marconi sulla destra e, superati un cancello in ferro, un edificio giallo (gli accessi ai Prati di Mugnano), i cavalcavia autostradali e il ponte sul Reno si entra a Sasso Marconi.



